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mercoledì 15 aprile 2015
domenica 14 settembre 2014
Sedendo sul molo, nella baia
Siedo nel sole del mattino
- siederò ancora qui
quando sarà sera -
guardo le navi dondolare
sempre più vicine
- le guarderò di nuovo dondolare
quando saranno andate
lontane.
Sono seduto sul molo,
nella baia,
osservo la marea che si ritira,
me ne sto qui seduto
sprecando tempo.
Ho lasciato la mia casa
in Georgia
diretto a Frisco Bay:
non avevo nulla
per cui vivere
e sembrava che per il momento
nulla
volesse incrociare la mia strada.
- siederò ancora qui
quando sarà sera -
guardo le navi dondolare
sempre più vicine
- le guarderò di nuovo dondolare
quando saranno andate
lontane.
Sono seduto sul molo,
nella baia,
osservo la marea che si ritira,
me ne sto qui seduto
sprecando tempo.
Ho lasciato la mia casa
in Georgia
diretto a Frisco Bay:
non avevo nulla
per cui vivere
e sembrava che per il momento
nulla
volesse incrociare la mia strada.
Così, semplicemente,
me ne sono andato
a sedermi sul molo,
nella baia,
per vedere la marea
che si ritira.
E niente,
ora son qua seduto
sul molo,
nella baia,
spreco tempo.
me ne sono andato
a sedermi sul molo,
nella baia,
per vedere la marea
che si ritira.
E niente,
ora son qua seduto
sul molo,
nella baia,
spreco tempo.
Sembra che nulla cambierà
ogni cosa continua a restare
uguale,
non posso certo fare
ciò che dieci persone
mi dicono di fare,
perciò, senti,
penso proprio che rimarrò
uguale.
Siedo qua,
mi riposo le ossa,
e questo caos solitario
non mi vuole abbandonare,
mi tiene compagnia;
ho vagabondato per
3218,668 chilometri
solamente per fare
di questo molo casa mia.
E quindi adesso me ne sto qua,
seduto sul molo,
nella baia,
guardo la marea che si ritira,
già,
seduto qua sul molo,
nella baia,
spreco il tempo
e fischietto.
fii-I fi fifi
fu fiuu fuì
fefe feefefe
fir-i fi-fiuuu.
e fischietto.
fii-I fi fifi
fu fiuu fuì
fefe feefefe
fir-i fi-fiuuu.
(Liberissima traduzione di "Sittin' on the dock of the bay" di Otis Redding)
martedì 8 aprile 2014
Sulla costa di mondi sconfinati
Sulla costa
di mondi sconfinati
s'incontrano i bambini.
Il cielo infinito
è immobile
sopra le loro teste,
e l'acqua è inquieta
chiassosa.
Sulla costa
di mondi sconfinati
i bambini s'incontrano
tra grida e danze.
Costruiscono le loro case
con la sabbia
e giocano con conchiglie
vuote.
Intrecciano navi
di foglie avvizzite
e sorridendo
le lasciano galleggiare
sull'immensità
dell'abisso.
I bambini giocano
sul bagnasciuga
dei mondi.
Loro non sanno
come nuotare
loro non sanno
gettare le reti.
I pescatori
di perle
si tuffan
per le perle,
i mercanti
navigano
sulle loro navi;
intanto i bambini
ammucchiano ciottoli,
e poi di nuovo
li disperdono.
Loro non cercano
tesori nascosti,
loro non sanno
gettare le reti.
Il mare
si gonfia di risate,
luccica tenue
il sorriso della spiaggia.
Le onde
portatrici di morte
cantano ballate
insensate
ai bambini,
come una madre
che dondola
la culla
del suo piccolo.
Il mare gioca
coi bambini,
e luccica tenue
il sorriso della spiaggia.
Sulla costa
di mondi sconfinati
s'incontrano i bambini.
Le tempeste vagano
nel cielo senza strade,
le navi s'infrangono
nel mare senza tracce,
la morte è in giro
e i bambini giocano.
Sulla costa
di mondi sconfinati
c'è un grande raduno
di bambini.
di bambini.
(Libera traduzione da Gitanjali, 60, di R. Tagore)
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