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sabato 8 dicembre 2012

Mr. Morning

Pistole spianate
facce gangsta
basso funky
sottofondo.

"Sputa!"
"Si, sputa
cazzone!"
"Ha detto di 
fottutamente sputare
cazzo tutto
checcafigliodiputtana!"

Straccio di sangue
denti rotti
labbra serrate
giace.

"Sonny, leggigli quella roba,
quella citazione evangelica"
"Si, Sonny,
leggigliela:
è roba che impressiona"
"Non so ragazzi,
mi sembra banale,
dico,
se non ha funzionato così
perché delle parole del cazzo..."
"Ehi, ehi, Sonny...
sciacquati la bocca
quando parli del Verbo
di Nostro fottutamente cazzo
Signore"
"Si, Sonny, è una questione di rispetto
verso chi crede"

Striscia sulla schiena
caldo in gola
ferro nel naso
pennella di rosso
le piastrelle.

"Va bene, va bene ragazzi
mi avete rotto il cazzo..."

Occhio d'invasato
pupilla vitrea
Desert Eagle
ombra nera 
sul rantolante.

"L'empio, l'avido, il malvagio
Di spergiuri, di frodi e d'inganni ha piena la bocca,
sulla sua lingua sono cattiveria e prepotenza
Sta in agguato dietro le siepi,
dai nascondigli uccide l'innocente
Si piega e si acquatta,
cadono i miseri sotto i suoi artigli.
Sorgi, Signore Dio, alza la tua mano,
non dimenticare i poveri
Tornino i malvagi negli inferi,
tutte le genti che dimenticano Dio.
Sorgi Signore, non prevalga l'uomo malvagio:
davanti a te siano giudicate le genti
Riempile di spavento, Signore,
riconoscano di essere mortali."

Silenzio.
Bocca chiusa.

"Ve l'avevo detto"
"Fottuto figlio di troia!"

BLAKA! BLAKA! BLAKA!

Odore di petardi
e hamburger.
Fumo.
Sonny si gratta la nuca
con il cane.
Il cranio di Mr. Morning
sfracellato.
In bocca
una pepita
scintillante
d'Oro.


"Anche questo,

l'abbiamo ammazzato".






venerdì 9 novembre 2012

La Grande Consolatrice - III parte


Un anno passò
sotto il giogo di Theowulf:
Sodomia,
perversione,
sadismo,
spaghetti spezzati
prima d'esser gettati nell'acqua;
la fattoria dei due fratelli
era dominata dal caos.
Ma il giorno
del Grande Guardiano
si avvicinava ormai
e Ihmilnir pregava
così in cuor suo:
Grande Consolatrice
che vivi tra le nubi
e tutto scorgi
seppur mai scorta,
fa che la Tua Legge
illumini il cuore
di mio fratello,
fa che egli abbandoni
i suoi propositi
cruenti e indegni,
e se ciò non è possibile
staccagli il collo
di netto.
Amen”.
Il mattino fatidico
il cielo era bigio
il vento umido
le bestie agitate:
un puntino bianco
lontano sull'orizzonte
mutò rapido
in un Grande Guardiano
molto vicino.
Theowulf
era già alla terza sambuca
e il suo alito puzzava
di vomito bollito,
Ihmilnir vibrava
di speranza e rancore.
Il Grande Guardiano
declamò la frase rituale:
Avete dunque vissuto
nella Sua Legge
per il Suo Amore?”.
Subito Theowulf biascicò:
Puoi dirlo, zio!”,
ma Ihmilnir, paonazzo,
urlò fuori di sé:
Mente!
Guarda i suoi occhi,
guarda le orbite vuote
dei suoi figli,
guarda la schiena incisa
di sua moglie!
Egli è un demonio
fattosi carne!”.
Cadde un silenzio
pesante come una cattedrale.
Allora il Guardiano,
con la sua faccia impassibile
di marmo bianco,
afferrò lesto Ihmilnir per la collottola
e schiaffandolo sullo stallone
rombò:
Ti sei macchiato di calunnia
verso tuo fratello.
La Grande Consolatrice
farà di te ciò che è giusto”.
E mentre la fattoria
si faceva lontana,
nelle orecchie di Ihmilnir
permaneva
l'eco della risata demente
e cattiva
di Theowulf.
Ora,
non voglio dirvi
cosa può essere
farsi la mulattiera pietrosa
che porta al tempio della dea
a dorso di cavallo e senza sella
per uno che nell'ultimo anno
è stato inculato a secco
un giorno si
e uno due volte,
ma vi assicuro che
quando furono in cima
né i marmi, né le colonne, né le filigrane d'oro
riuscirono più a stupire
il povero Ihmilnir.
Era il vespro,
il giorno dissanguava
nella pozza vermiglia del tramonto,
La Grande Consolatrice
sedeva sul suo scranno
d'ebano e d'avorio
nel centro del naos;
immensa
pallida
statua d'autorità.
Un velo di seta
le copriva il volto.
Ihmilnir, tremante,
s'inginocchiò alle sue caviglie
scortato dal Grande Guardiano
e attese.
Il gigantesco funzionario,
dopo la riverenza,
con voce stentorea parlò:
Costui è Imhilnir Capuozzo
figlio di Torquato Capuozzo
della terra tra i due fiumi,
colpevole di calunnia
nei confronti del fratello;
quale fato gli spetta
Madre della Legge?”
A quel punto,
il piccolo uomo
- tremante -
alzò il capo,
e pieno di fede
nella giustizia
disse:
Non è vero.
Non è vero, potente dea:
mio fratello,
è lui il colpevole
di turpi delitti
e oscene azioni.
Io sono buono
e vivo nella tua Legge:
guarda il mezz'uovo di struzzo
che porto sul capo,
guarda le mie mani
ancora sporche del sangue del capretto
che per te ho scuoiato
e delle minoranze
che ho picchiato duro!”
Un coppino lo zittì
fulmineo.
Poi la dea parlò:
Come osi insegnare
alla madre della Legge,
alla cugina di terzo grado della Giustizia,
alla zia materna dell'Amore,
alla sorella di un amico della Verità
cosa è giusto
e cosa sbagliato?
Non sai forse
che di quassù
tutto vedo?
Impertinente scarafaggio!”
Ma... io... veramente...”
Veramente sto cazzo!
Come ti permetti,
testicolo di bue,
di venire qua ad insegnare
a me
il mio mestiere?
La tua punizione
sarà tremenda!
Divorerò il tuo cuore,
berrò la tua anima,
cancellerò il tuo nome
dal libro del mondo
e a quel punto
diventerai il mio nuovo
Grande Guardiano”.
E dicendo ciò
si sciolse il drappo
che le copriva il volto
e mostrò a Ihmilnir
uno sguardo cieco
demente
e violento
in tutto identico
a quello ubriaco del fratello
mentre cavava gli occhi
ai suoi figlioletti.
Ihmilnir, sconvolto,
incredulo,
con un filo di voce
ebbe la forza di constatare:
ma come, padrona mia,
come potrò ricevere tutti i poteri
del tuo funzionario?
Io sono solo un uomo,
egli
non dorme
non beve
non mangia
non minge
non caca
non crede
non respira
non spera
non pensa
non fa
all'amore”
Quasi
tutto
vero”
la voce,
laconica,
precedette di poco
la mano di marmo
del Grande Guardiano
che gli afferrò i capelli
lo sbattè sul tavolo
gli stracciò la veste
e gl'infuse la sua forza.

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EPILOGO

Un anno è passato.
Una nuvola di tempesta
attraversa la valle tra i due fiumi,
arriva alla fattoria.
Il Grande Guardiano
smonta da cavallo
e recita i versi rituali:
Avete dunque vissuto
nella Sua Legge
per il Suo Amore?”.
Suo fratello gli risponde,
alitandogli in faccia
odore di sangue rancido:
Certo, stronzo”.

Beati gli affamati
e gli assetati di giustizia,
perchè saranno giustiziati.


giovedì 8 novembre 2012

La Grande Consolatrice - II parte


Vivevan tra i fiumi
Alfredo e Polacco
i due fratelli Capuozzo:
Ihmilnir Capuozzo e
Theowulf Capuozzo.
Entrambi lavoravano la terra
entrambi avevano una bella famiglia
entrambi seguivano alla lettera
i precetti della dea:
sventravano un capretto
quando prescritto,
giravano con mezzo uovo di struzzo in testa
come ordinato,
gonfiavano di botte gli empi, i negri, gli uomosessuali e i tozzi
come suggestionato
e non mangiavano la mollica del pane
che gonfia.
Però,
mentre Ihmilnir aderiva con fervore
e spontaneità
alla Sua Legge
ed era buono di spirito,
Theowulf conformava solo esteriormente
il comportamento quotidiano
alla Sua Legge
per paura che il Guardiano
lo scoprisse;
in più,
aveva l'alito cattivo.
Capita una sera
che Theowulf torni a casa
pieno di birra come un alce;
la moglie, già di suo bisbetica,
comincia a contargliela su:
Senti che alito di mmerda!
Non è possibile!
Invece di lavorare!
Sempre a bere con i tuoi amici!
E ai bambini chi ci pensa?!
Avrei dovuto sposare tuo fratello!”.
A questo punto Theowulf si offende un po'.
La prende per i capelli,
la sbatte sul tavolo,
le strappa la veste
e la incula a secco
mentre con un coltello di selce
le incide sulla schiena
una svastica.
Il tutto sotto lo sguardo attonito
dei suoi piccoli figlioli.
Ad atto compiuto si rende conto
di avere un po' esagerato;
allora prende un cucchiaino
e cava gli occhi ai suoi bambini,
ché non riesce più a sopportare
il loro sguardo devastante.
Un mese dopo arriva il dì
del Grande Guardiano:
Theowulf si sta 
comprensibilmente
cacando in mano.
Allora per amicarselo prepara
nel cortile condiviso
un aperitivino
di piadine di kamut
e due tre birre.
Il Guardiano giunge
serio
altero
sul cavallo
bianco
bianco
schiumante:
sembra una nuvola di tempesta
un falco albino
un esattore delle tasse.
Smonta e pone
ad entrambi i fratelli
la domanda rituale:
“Avete dunque vissuto
nella Sua Legge
per il Suo Amore?”
Ihmilnir ha una faccia
tipo Ferretti negli '80
se lo chiamavi "compagno!",
Theowulf ha una faccia
tipo Ferretti oggi
se lo chiami “compagno!”.
Ihmilnir dice:
Si, Grande Guardiano!”.
Theowulf dice:
Stappo un birrino prima?”.
Il Grande Guardiano ha una faccia
tipo il Grande Guardiano.
Theowulf dice:
piadina col maccagno?”
Il Grande Guardiano ha una faccia
tipo il Grande Guardiano.
Theowulf bisbiglia:
Si, Grande Guardiano...”
Il Grande Guardiano si volta,
monta sullo stallone
bianco
bianco
e se ne va
come una saetta di fosforo
come un sogno del mattino
come un chilo di pasta in chimica.
E allora Theowulf rise,
rise di un riso demente
e cattivo
spargendo per il cortile
il suo alito cadaverico.
Ihmilnir chiese:
Perchè ridi, dunque,
fratello caro?”.
Theowulf fermò a stento
gli spasmi convulsi
del suo ventre gonfio d'oscenità
e disse:
Fratello caro,
conosciamo la legge
ma non chi la esercita,
conosciamo la giustizia
ma non chi l'ha decisa,
conosciamo l'amore
ma non perchè amiamo.
Io ho tradito
la legge,
la giustizia,
l'amore
e ne ho goduto
e sono ancora vivo.
Nulla ferma l'uomo
fuori dell'uomo.”
Non capisco,
fratello mio,
cosa vai dicendo:
puoi farmi un esempio?”
E allora Theowulf
prese Ihlminir per i capelli
lo sbattè sul tavolo
gli stracciò la veste
...

Domani
se vi va
il gran finale.


La Grande Consolatrice - I parte


Introduzione

Questo è quasi un pezzo fantasy.

Sia chiaro:
a me il fantasy
NO.
Se aprendo un libro
scorgo con la coda dell'occhio
le parole: 
"ascia bipenne"
mi viene il singhiozzo 
al frenulo.
Ma questo
è quasi un pezzo fantasy,
perché è l'adattamento
meno brufoloso
di una roba che ho scritto 
mille anni fa,
nel pieno Evo oscuro
dell'adolescenza.
Perciò ve lo cuzzate
mezzo fantasy 
com'era pensato in origine.
Ah,
è estremamente lungo,
temo,
perciò è diviso in tre
come tutte le saghe fantasy.

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ParteI

C'era una volta
tanto tempo fa
su un altro pianeta
in un buco nero
immaginato da me
una terra rigogliosa
bagnata da due Grandi Fiumi:
l'Alfredo
e il Polacco.
Entrambi stillavano
da una Grande Montagna,
alta
alta
grigia
grigia
circondata da folte
nubi
nubi.
Lassù sedeva
- così diceva
il Libro del Profeta -
La Grande Consolatrice:
una dea
grossa
grossa
buona
buona
potente
potente
laureata in diritto 
pubblico
privato
che aveva donato
all'umanità
le Sue Leggi.
Ella
mai si scorgeva
tra le nubi
ma tutto vedeva
sulla terra
e inviava una volta l'anno
in tutti i villaggi
da tutte le famiglie
un suo funzionario
- Il Grande Guardiano -
affinché afferrasse
tutti gli stronzi
che non seguivan le Sue Leggi
e li portasse al suo cospetto,
che poi a punirli
ci pensava lei
(il come,
ci è per ora ignoto;
e qui la suspance cresce,
oh se cresce!).
Fatto sta che sto Guardiano
era un tipo assai strano,
bianco
bianco
allampanato
con 'na faccia da brividi,
sempre solo
sul suo stallone
bianco
bianco
con le tavole della legge
in una mano
e l'altra già pronta
ad afferrar per la collottola
gl'infami e i pataccari.
Si diceva
non dormisse
non bevesse
non mangiasse
non mingesse
non cacasse
non credesse
non respirasse
non sperasse
non pensasse
non facesse
all'amorasse.
Si diceva
avesse venduto
la sua libertà
la sua personalità
la sua volontà
la sua animà
in cambio della
vita eterna.
Si diceva
fosse infallibile
e buono
come il braccio
della Gande Consolatrice.

Il resto
se fate i bravi
ve lo racconto domani