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domenica 8 giugno 2014

Tra le tette dell'Estate

L'Estate è una rappresentante
di frutta bocca a bocca:
s'intrufola in casa
nelle buste della spesa
e s'insedia nella cesta,
nel piatto, nella dispensa,
sciorinando il suo campionario
- ragguardevole, davvero, campionario -
di dolci, tonde robe
dal rosso all'arancione.

Per quanto mi riguarda
la regina madre
di tutti i fottuti frutti
è la pesca tabacchiera,
anche detta
platicarpa,
o nettarina piatta
o meglio ancora
saturnina:
malinconica razza
di pesca domestica
dal caratteristico aspetto
di supertele sgonfio,
gusto robustamente zuccherino,
consistenza vellutata fuori
e sbrodolona dentro.

La Saturnina
si approccia
rigorosamente così:
innanzitutto
si spezza a metà
con gesto eucaristico,
poi si butta in bocca,
 - per prima e subito -
la metà senza nocciolo;
ora, con la mano libera, 
puoi togliere il nocciolo.
Infine ci si gode l'ultima metà,
senza fretta.

Ottima da mangiare
pensando sia il cervello
appena estratto
dalla testa di cazzo
del tuo peggior nemico.

Se la metti in macedonia
insieme a robe plebee
come mele e anguria,
evita di parlami,
Coglione.
Grazie.

Quando la mangio
e non ho nemici
da bestemmiare,
mi sembra come
d'infilare la faccia
tra le tette sudate
e giganti dell'Estate
e fare con le labbra
sulla pelle aranciorosa
tutti i versi che so fare,
tra cui l'aeroplano
che sorvola il mare.


lunedì 22 luglio 2013

Collacchitarraimmano

Cucinare
a torso nudo
caponata,
accompagnato
dalla filodiffusione
e dall'ascella
sudata.
Acerto 
cappuero
melanzina
zucchiero
pepperonni
cipollo
sedeno
olivia
e ci metto
pure due zuccotti
così per far:
L'abbondanza
agrodolcia
pervicace
spinzillacchera
la narice
sfrigola
la cervice
e la voglia 
d'amar.
E intanto le storie di ieri
rincorrono i pensieri
sui levrieri
delle palpebre calanti
di cantanti genovesi
e le mie labbra a culo
fischiano stonate
serenate maltesi
per fianchi scoscesi,
seni bianchi accesi.
firu-
firu-
firulà.
Totocalcio
Totò Schillaci
Totò Di Natale
Toto Riina
Todomodo
tutto tondo
tutto il mondo
canta Toto 
Cutugno Totò
eterno secondo:
lasciatemi conservare
la melenzana in vetro,
sono un italiano,
un italiano vero.


martedì 2 ottobre 2012

Nonja

Mia nonna
considera la cucina
un'arte
marziale.
Le basta un ovo
ripieno
per sdraiare un bove
sulla schiena.
Il cin-cin col crodino
è l'inchino
che segnala
l'inizio della gara,
l'amaretto al cocco
il gong
che marca il KO.
Mia nonna sa
una parmigiana
che se l'annusi
dopo tre giorni
digerisci.
Mia nonna
quando dice
"antipasto caldo"
intende 
"secondo fritto".
Mia nonna è una tigre
affamata della tua fame
in agguato a mezzodì.
Mia nonna se dici
"no, basta così",
mia nonna inscena
greche tragedie,
mia nonna impana
tavoli e sedie,
mia nonna scuoia
capretti e vitelli,
mia nonna li riempie
a fagiani e piselli,
mia nonna affetta
tre quarti di Congo,
mia nonna per fare
un sol pinzimonio,
mia nonna stende
ettari di pasta,
mia nonna ha più teglie
che dread un rasta,
mia nonna inforna
oceani di besciamelle,
mia nonna sforna
continenti di lasagne,
mia nonna unge
faringi e laringi,
mia nonna impasta
pia madre e meningi,
mia nonna è la vestale
del colesterolo,
mia nonna ti dà il lardo
se vuoi il tovagliolo.
E quando alle tre
gl'occhi si fan foschi,
t'accasci sul ventre
e sogni fontane
di cola e brioschi,
allora mia nonna
ti mette sulle spalle
un plaid, uno scialle,
e sussurra all'orecchio:
dormi, ninin,
riprendi pure fiato
che per cena
è avanzato
il gelato all'amarena
il vitello tonnato
e i ravioli del plin”.