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mercoledì 29 maggio 2013

Nel buio

Ho mangiato la mia cena
e mangiato la mia cena
e l'HO MANGIATA proprio tutta;
Ho ascoltato la storia
di Cenerentola,
e di come andò al ballo;
Mi son lavato i denti,
e ho detto le preghiere,
e me li son lavati e le ho dette bene;
E tutti quanti son passati
e mi han baciato un sacco
e tutti quanti mi hanno detto “Buona-notte”.

Così – eccomi qua nel buio da solo,
non c'è niente né nessuno da vedere qua;
Io penso a me stesso,
Io gioco con me stesso,
e nessuno sa cosa dico a me stesso;
Eccomi qua nel buio da solo,
Cosa sta per accadere?
Posso pensare a quel che mi piace pensare,
posso giocare a quel che mi piace giocare,
posso ridere di quel che mi piace ridere,
Non c'è nessuno qui oltre a me.

Sto parlando a un coniglio...
sto parlando al sole...
io penso che sono cento -
io sono uno.
Sto sdraiato in una foresta...
sto sdraiato in una caverna...
sto parlando a un drago...
sono CORAGGIOSO.
Sto sdraiato sul mio fianco sinistro...
sto sdraiato sul mio destro...
giocherò un sacco domani...
.....................................
penserò un sacco domani...
.....................................
riderò...
.....
un sacco........
.....
domani........
(Ya-ahaha-awn!)

Buona-notte”.

(Libera traduzione assai di In the dark di A. A. Milne - si, proprio quello di Winnie the Pooh)


lunedì 4 marzo 2013

Il Lupo di Cappuccetto Rosso non lo sa nessuno ma è omosessuale

E il Cacciator ficcando
due dita in gola al Lupo,
che aveva la bocca
spalancata da un cric,
digrignò tra i baffi
alcuni versi buffi
che suonarono così:
"Sputale, speciosa
palla spelacchiata!
Sputale o ti scuoio!
Vomitale o il rasoio!
Rigurgita la Nonnetta,
scacazza Cappuccetta!
Non sono schizzinoso:
scegli pure l'orifizio
che ti riesce facile,
ma escile, ti dico,
sennò ti malefizio!"
E il lupide nel mentre,
l'occhio a palla
il cuore a mille
la pancia capanna
la bocca di colla,
biascicava scivoloso
sciorinava strane scuse
spergiurava senza speme
e sudava fifa e sale
con le nari aperte e tese:
"La giara, cara cacciatara!
garda ca davvara
nan l'ha mangiata ia!
Hai prasa an abbaglia
ia mangia sala
biada a paglia!"
Ma l'Cacciator ch'avea
un diploma radioelettra
in ginecologia sperimentale
conseguito in tutta fretta
per far partorire il suo maiale,
decise ponderando,
e prendendo in considerazione
l'opinione del primario,
per un taglio cesareo.
Allora estrasse il coltellone
dal fodero di cuoio
scamoscio e marrone
e incurante dei
"NA TA PRAGA!
NA TA SAPPLACA!"
iniziò l'operazione
con tatto e dimestichezza
e un po' di liquirizia.

Il travaglio andò bene,
eran due femminucce:
una di 40 chili
e l'altra d'ottant'anni;
un po' sorda quest'ultima,
un po' bionda la prima.
Ma il Lupo fu contento 
contento lo stesso
e sposò il Cacciatore,
il quale, gran signore,
 riconobbe senz'altro
e con ammirevole spregiudicatezza
la paternità della vecchietta
e della Rossa Cappuccetta...
e vissero tutti
a La Spezia.